FAQ

CHI PUÒ STUDIARE A SANT’ANSELMO?

All’Ateneo Sant’Anselmo può studiare chiunque sia interessato alle tematiche degli studi qui proposti. Per iscriversi al primo ciclo di studi bisogna possedere un diploma di scuola superiore che dia accesso all’università nel proprio paese di provenienza . Per il secondo e terzo ciclo, è necessario aver acquisito il grado accademico del ciclo precedente. Ci si può anche iscrivere per ottenere un certificato non accademico. Informazioni più dettagliate si possono trovare sul sito di Sant’Anselmo nella sezione Segretaria.

QUANTE PERSONE STUDIANO A SANT’ANSELMO?

Gli scritti presso il nostro ateneo sono quasi 700 studenti. Circa la metà degli studenti sono legati ai programmi del Pontificio Istituto Liturgico.

IL DIPLOMA DI SANT’ANSELMO VIENE RICONOSCIUTO
DALLO STATO ITALIANO?

Sant’Anselmo, come università pontificia, non emette diplomi riconosciuti dallo stato italiano. I diplomi dalla facoltà di teologia sono riconosciuti come titoli adeguati per accedere all’insegnamento della religione.

COME OTTENERE UNA BORSA DI STUDIO?

Per partecipare all’assegnazione di una borsa di studio bisogna seguire la procedura indicata nella sezione “borse di studio”. L’Ateneo permette di accedere a vari tipi di sostegno, a copertura sia totale sia parziale, dati per merito a tutti gli studenti che ne hanno bisogno. Per ulteriori informazioni contattare: ufficiorettore@anselmianum.com

PERCHÉ SANT’ANSELMO È IL PATRONO DI QUESTO ATENEO?

Il nostro ateneo - come anche il collegio - è un progetto benedettino. Sant’Anselmo è il teologo (e filosofo) più significativo nella storia dell’ordine benedettino - come San Tommaso per nell’ordine dei domenicani. La nostra offerta accademica segue lo stile del suo insegnamento che rimane una proposta molto originale e sempre più attuale nella Chiesa e nel mondo. Continuando la tradizione patristica, Sant’ Anselmo propone una cooperazione tra vita di fede e attività intellettuale. Egli è il precursore della “teologia monastica”, o sapienziale, che cerca di collegare tra loro l’attività puramente intellettuale e speculativa, quella spirituale, mistica, liturgica e l’esperienza esistenziale.