Jacques Lacan : Mistica e psicoanalisi

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La mistica […] è una cosa seria, su cui ci ragguagliano alcune persone, per lo più donne, oppure persone dotate come san Giovanni della Croce […]. È chiaro che la testimonianza essenziale dei mistici consiste appunto nel dire che provano il godimento, ma che non ne sanno nulla. Queste giaculazioni mistiche non sono né ciance né vaniloquio, sono in definitiva quanto di meglio si possa leggere – nota a piè di pagina: Aggiungere gli Scritti di Jacques Lacan, perché sono dello stesso ordine» (J. Lacan, Il seminario. Libro XX. Ancora. 1972-1973, Einaudi, Torino 2011, pp. 71-72).

Qual è l’affinità tra mistica e psicoanalisi che induce Lacan a inserire i propri Scritti nel canone delle opere che compongono quella che Michel de Certeau ha chiamato ‘Fabula mistica’? Che genere di esperienza si profila nei due ambiti che, seppur con specifiche differenze, condividono la tematizzazione del rapporto tra corpo e linguaggio nei termini di una inscrizione e di una incisione? Quale rapporto si delinea tra questi due territori del godimento, tanto lontani da un punto di vista storico quanto vicini sul piano epistemologico, essendo stati entrambi percepiti come avversari inquietanti e molesti della scienza sperimentale?

Nelle due giornate di convegno verranno affrontate tali questioni interrogando le analogie e le differenze tra esperienza mistica ed esperienza psicoanalitica, intese come possibili articolazioni del rapporto che stringe corpo, silenzio, scrittura e linguaggio.

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