Sabato 24 gennaio 2026, alle ore 17.30, il Signore della vita ha chiamato a sé il Professor Mons. Crispino Valenziano.
Il suo nome è inseparabilmente legato al Pontificio Istituto Liturgico: non si può raccontare la storia del nostro Istituto senza incontrare la sua figura; non si può pensare al Pontificio Istituto Liturgico senza evocare la sua eredità. Egli appartiene alla seconda generazione dei maestri, che hanno ricevuto l’eredità dei fondatori e con sapiente ermeneutica l’hanno trasmessa perché, attraverso la ricerca, lo studio delle fonti e l’insegnamento, la liturgia fosse compresa sempre più quale esperienza viva di incontro con il Pastore, quello bello.
Nel 1965 Papa Paolo VI lo chiamò a far parte del Consilium ad exsequendam Constitutionem de Sacra Liturgia per l’attuazione della riforma liturgica. Nei decenni successivi servì come consultore della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, dell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice e della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa. Nel 1999 il congresso internazionale Architettura e arti per la liturgia coronò la sua opera e pose le fondamenta del programma di studi omonimo, sviluppato dal 2005–2006 in un programma di alta specializzazione biennale che ancora oggi forma architetti e artisti al servizio della Chiesa celebrante. Il 24 maggio 2007, in riconoscimento dei suoi molti anni di servizio e dell’eccellenza del suo contributo, il Pontificio Istituto Liturgico gli conferì il dottorato honoris causa in Sacra Liturgia. Concluse il suo insegnamento nell’Istituto nell’anno 2011, da professore ordinario di antropologia liturgica e di architettura liturgica.
Studioso rigoroso, oratore brillantissimo, scrittore dalla prosa articolata, esigente e densa, ha dedicato tutta la vita alla ricerca, all’insegnamento, al ministero e ha sempre contribuito alle attività del Pontificio Istituto Liturgico con grande generosità e spirito di profonda dedizione. Con le sue lezioni e i suoi scritti Mons. Valenziano ha formato moltissimi degli attuali professori di liturgia, guidando anche tante tesi dottorali e di licenza. L’esperienza di molte generazioni di studenti ha dimostrato che leggere Valenziano richiede spesso notevole fatica, ma vivere Valenziano, sperimentare il suo trasporto quando dischiudeva i segreti dell’architettura e dell’arte sacra, significa entrare in un mondo nuovo.
La sua prolifica produzione bibliografica – da Liturgia e antropologia (1998) a L’uomo della liturgia (2008, con A. Grillo), da Bellezza del Dio di Gesù Cristo. Narrazione visibile del Dio invisibile (2000) a La riforma liturgica del Concilio. Cronaca, teologia, arte (2004), dagli Scritti di estetica e di poietica su l’arte di qualità liturgica e i beni culturali di qualità ecclesiale (1999) al monumentale L’anello della sposa. Mistagogia Eucaristica (2 voll.) (2005) – rappresenta una pietra miliare della riflessione liturgica, guidata dal faro della via pulchritudinis, che rappresenta il suo stile di ricezione delle istanze innovative del Concilio Vaticano II, non solo nel contesto della teologia e della liturgia, ma anche dell’architettura.
Allo stesso tempo si è impegnato perché il celebrare fosse arte della Chiesa sposa, che si unisce all’offerta del Cristo sposo, mentre egli la inanella nell’Eucaristia con un monile «modulare a tre cerchi in uno, per il sigillo a due gemme dello Sposo», come scriveva con toni evocativi il compianto professore nell’introduzione al suo volume sulla mistagogia eucaristica.
Fino alla fine della vita si è dedicato alla stesura di testi. Il suo ultimo volume, Il presepe. Origine, storia, significato (con C. Militello), è del novembre 2025 e si conclude con una professione di fede: la morte è già sconfitta e il canto presepiale del Gloria anticipa l’Exsultet pasquale.
Ora egli si congeda dalla liturgia terrena e porta a compimento le parole del saluto del rito siriaco e maronita, che egli citava a conclusione dell’Anello della Sposa: «Rimani nella pace, altare santo. […] Il Signore mi conceda di rivederti nell’assemblea dei primogeniti scritti nei cieli; poiché in quest’alleanza io ripongo la mia fiducia».
Requiescat in pace
In memoriam - A nome della Comunità Accademica del Pontificio Ateneo Sant'Anselmo
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