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Categoria: News
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Sabato 9 maggio. Si è svolta a Napoli l’annuale gita degli studenti del nostro Ateneo con la partecipazione del Rettore Magnifico Prof. Jákó Örs Fehérváry, O.S.B.

La prima tappa del nostro velocissimo tour: la Cattedrale che al suo interno contiene grandi tesori di fede e di arte. Abbiamo subito Celebrato l’Eucarestia nella Cappella del Tesoro dove sono custodite le ampolline che contengono il sangue del Martire Gennaro (272-305), patrono di Napoli, insieme alle statue argentee dei 52 compatroni. Il sangue è oggetto del famoso prodigio che lo vede passare dallo stato solido a liquido tre volte all’anno (il 19 settembre festa del Santo; il sabato precedente la prima domenica di maggio e il 16 dicembre). I sessantuno partecipanti del nostro gruppo hanno avuto modo di celebrare l’Eucarestia dinanzi alle reliquie esposte alla venerazione dei fedeli per l’avvenuto prodigio di maggio. Mons. Vincenzo De Gregorio, Abate della Cappella del Tesoro, ci ha magnificamente illustrato, dopo la Messa, la storia del Martire Gennaro, del prodigio e della cappella. Poi è passato in mezzo ai presenti ruotando la teca contenente le ampolline mostrando così il sangue sciolto. Un’ulteriore grazia inaspettata che il Signore ci ha concesso. Ancora all’interno del Duomo di Napoli abbiamo potuto ammirare la cappella di Santa Restituta, una chiesa di epoca costantiniana, che custodisce uno dei più antichi (se non il più antico) Battistero edificato in una chiesa: San Giovanni in fonte, adornato di splendidi mosaici.

Dopo una piccola pausa pranzo – tra pizze fritte e sfogliatelle, tipico dolce napoletano – il nostro autista ci ha portati a piazza Municipio, per una passeggiata per ammirare il Maschio Angioino, piazza Plebiscito, e giungere poi al lungomare per contemplare il magnifico panorama del Golfo di Napoli dominato dal Vesuvio. Abbiamo poi raggiunto l’ultima tappa del nostro breve giro: le Catacombe di San Gennaro (il cui nucleo originario risale al II sec. d.C.). Molto diverse rispetto a quelle romane: non si sviluppano scendendo in profondità, ma si penetra nella Collina tufacea di Capodimonte. Gli ambienti sono molto ampi (con soffitti fino a 6 m.); le sepolture ad arcosolio ornate da meravigliosi affreschi; e oltre a tre basiliche, un unicum è dato dal Battistero fatto costruire dal vescovo Paolo II, che nell’VIII secolo, impedito dal vescovo ariano di insediarsi a Napoli, fece delle Catacombe di San Gennaro la sua Cattedrale. Alla fine della visita si è fatto ritorno a Roma, grati a Dio, dopo una giornata arricchente per la gioia dello stare insieme, l’esperienza di fede e il godere di tante bellezze naturali e artistiche che Napoli ci ha offerto.

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