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Categoria: News
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28.02.22. Il Rettore Bernhard A. Eckerstorfer OSB ha scritto una lettera personale agli studenti ucraini di Sant’Anselmo.

Riportiamo parte del contenuto anche a testimonianza di quanto l’intera comunità accademica di Sant’Anselmo sia vicina ai suoi studenti, alle loro famiglie e comunità ed al popolo ucraino in questo momento così difficile e delicato. 


«L’attuale situazione della Sua patria mi commuove a tal punto da sentire il desiderio di esprimere il mio pensiero a Lei e alle persone del Suo Paese. A Sant’Anselmo c’è sgomento per la guerra in Ucraina: quanto dolore, amarezza e odio sono causati da questa invasione militare! Non sappiamo ancora come tutto procederà e quando potrà finalmente finire; qualsiasi siano gli sviluppi, vorrei esternare la mia convinzione sulla necessità di cercare modi per evitare una simile violenza che non può essere accettata né come modo di fare politica, né come un’interpretazione forzata della Storia. L’università, come luogo di libertà, deve difendere i principi fondamentali di uno stato democratico e dei suoi abitanti.

La comunità accademica di Sant’Anselmo esprime la sua vicinanza a Voi e al Vostro popolo. Desidero comunicarLe che i nostri studenti e docenti si uniranno, secondo l’intenzione di Papa Francesco, alla Giornata di digiuno e di preghiera per la pace in Ucraina il 2 marzo prossimo, Mercoledì delle Ceneri.

Voglio assicurarLe che il nostro ateneo è aperto agli studenti dell’Ucraina che vogliano continuare i loro studi da noi o cominciare un programma il prossimo anno accademico. Sono convinto che dai monasteri della Confederazione Benedettina si possano ottenere i fondi necessari per realizzare delle borse di studio per un tale scopo. Vuole essere un modo pratico e concreto per essere ancora più vicini e solidali.

La comunità accademica del nostro ateneo ha studenti provenienti da 70 Paesi. In questi giorni, i terribili eventi in Ucraina ci hanno reso consapevoli di quanto sia vulnerabile la pace internazionale e quanto sia importante la coesione, di cui siamo responsabili nel nostro ambiente.

La mia porta è aperta per accoglierLa nel dialogo e nella preghiera».